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Kay Nielsen, la stella polare dell'illustrazione. Per un'arte senza confini.


Rosanie or the Inconstant Prince, In Powder and Crinoline, Hodder & Stoughton, Londra, 1913

Un annuncio di magia

È un’arte da sogno, infinita, sorprendente e indimenticabile. È un’arte che abita spazi irreali, i cieli raccolgono punte di stelle e colonne di legno. Le figure si allungano sinuose sulla pagina e si fanno presenze preziose di un annuncio.

Lo sguardo si volge a oriente, verso il blu oltremare e l’oro di corone e armature.

Kay Nielsen è uno dei maggiori protagonisti dell’illustrazione novecentesca. Educato all’arte senza confini, dall’estremo Oriente all’Europa fino agli Stati Uniti, cresce nei teatri di Copenaghen, città in cui nasce nel 1886.

Suo padre è il direttore del Teatro Dagmar, sua madre è la prima attrice del Teatro Reale Danese. Dopo avere ricevuto un’educazione privata, nel 1904 viene mandato a Parigi per formarsi all’Académie Julian con il maestro Jean-Paul Laurens (1832-1921), quindi frequenta l’Académie Colarossi e studia con il pittore e illustratore norvegese Christian Krogh (1862 – 1925) e con il pittore francese Lucien Simon (1861-1925). All’impegno artistico affianca i viaggi, del 1907 è il primo soggiorno americano in occasione della tournée della madre per la Danish-American Society a New York. La formazione di Kay Nielsen è piena di bellezza e di luoghi lontani, ci sono le opere cinesi appese alle pareti di casa e provenienti dai viaggi del nonno materno insieme alle miniature persiane e indiane. C’è la cultura contemporanea, scandalosa e affascinante, rappresentata da Aubrey Beardsley, poi c’è la raffinatezza estrema dell’Art Nouveau con la sua attitudine all’esotismo.

E Kay Nielsen assorbe tutto questo, immergendolo nella lingua madre, quella teatrale, fatta di eleganza e drammaticità. Il segno ne diventa lo strumento espressivo: disegna scenografie e costumi per i teatri, disegna le sue esperienze di vita, si concentra sui temi dell’amore e della perdita, dedica uno spazio speciale alla melanconia e al personaggio Pierrot.

The Twelve Dancing Princesses, In Powder and Crinoline, Hodder & Stoughton, Londra, 1913

John and the Ghosts, In Powder and Crinoline, Hodder & Stoughton, Londra, 1913

La stella polare dell’illustrazione

Nel 1911 si trasferisce a Londra, dove inizia la carriera come illustratore di libri. È il momento propizio per l’arte illustrata: le tecniche di stampa stanno progredendo rapidamente, gli editori pubblicano libri di lusso, i galleristi colgono l’importanza dell’illustrazione editoriale come opera d’arte. È del 1913 la pubblicazione della raccolta di fiabe intitolata “In Powder and Crinoline: Old Fairy Tales retold by Sir Arthur Quiller-Couch”, edita da Hodder and Stoughton in edizione limitata. Lo stile di Kay Nielsen si mostra in tutta la sua unicità, come nell’illustrazione delle dodici principesse nel bosco. La pagina è un palcoscenico: la natura è un ricamo di alberi i cui fusti allungati sono i soli elementi di profondità, mentre le ricche vesti delle principesse si sovrappongono in un decoro senza fine.

The Twelve Dancing Princesses, In Powder and Crinoline, Hodder & Stoughton, Londra, 1913

Kay Nielsen vuole stupire l’osservatore, e lo fa rappresentando sulla carta il suo incanto e la sua magia. Welleran Poltarnees nel testo del 1976 (“Kay Nielsen: An Appreciation”, The Green Tiger Press, California), in merito alla leggerezza dell’atmosfera di questa illustrazione in particolare, ritrova il senso di festa delle scene del pittore francese Jean-Honoré Fragonard (1732 – 1806). Tutto è prezioso. La stampa di sole 500 copie di lusso per la prima edizione, numerate e firmate da Kay Nielsen, conferma l’attenzione rivolta al libro come oggetto da collezione. Così accade l’anno successivo con il libro “East of the Sun and West of the Moon” (prima edizione, 500 copie numerate e firmate da Kay Nielsen), una raccolta di fiabe norvegesi tradotta in inglese e pubblicata da Hodder and Stoughton nel 1914.

Le illustrazioni sono piene di notte, di ghiaccio e di neve, così come raccontano le storie del Nord. Lo spazio è un’architettura perfettamente irreale. Il silenzio, l’incantesimo e la sventura, l’amore e il sogno, sono presenze autentiche nel regno di Kay Nielsen, tradotte con la grazia del segno. Le influenze dell’arte orientale e dell’arte contemporanea si leggono con chiarezza, altrettanto evidente è l’unicità dello stile e la sua riconoscibilità. Noel Daniel, curatrice della recente edizione Taschen tradotta anche in italiano “A est del sole e a ovest della luna”, definisce il libro “la stella polare dell’illustrazione per ragazzi del primo Novecento”. E tanta è l’attesa dell’uscita nel 1914 che le copie vengono vendute tutte, anche la mostra degli originali alle Gallerie Leicester riscuote grande successo, nonostante la drammaticità dei tempi.

Le difficoltà conseguenti alla prima guerra mondiale riportano Kay Nielsen a Copenaghen, dove può lavorare per il Royal Theater. Solo negli anni Venti Nielsen torna a illustrare edizioni di lusso per lo stesso editore: nel 1924 pubblica “Hans Andersen Fairy Tales” e nel 1925 “Hansel and Gretel and other stories by Brothers Grimm”. L’ultimo libro edito è del 1930, si tratta di una raccolta di fiabe provenienti da diversi paesi intitolata “Red Magic” e pubblicata questa volta da Jonathan Cape.

Minon-Minette, In Powder and Crinoline, Hodder & Stoughton, Londra, 1913

East of the Sun and West of the Moon, East of the Sun and West of the Moon, Hodder & Stoughton, Londra, 1914

Gli anni americani

Nel 1936 Nielsen arriva in California, insieme all’amico Johannes Poulsen (1881-1938), su invito del Festival Association of the Hollywood Bowl, per collaborare alla produzione teatrale di “Everyman”. La morte di Poulsed, avvenuta nel 1938, interrompe la possibilità di un lavoro stabile nel mondo del teatro. Ma Kay Nielsen decide di rimanere a Los Angeles e di lavorare con Walt Disney. Inizialmente collabora alla realizzazione delle sequenze di “Ave Maria” e di “Night on Bald Mountain” per il film “Fantasia”. Nel 1941 termina però la collaborazione. Richiamato all’inizio degli anni Cinquanta, contribuisce alla realizzazione della Bella addormentata nel bosco. Disegna anche alcuni bozzetti per la Sirenetta che purtroppo viene distribuita nelle sale solo nel 1989. Gli ultimi due decenni di vita sono difficili per Kay Nielsen, sostenuto fino alla fine dalla moglie Ulla, sposata nel 1926. La sua arte, fatta di bellezza ricercata, sembra non trovare spazio nella quotidianità americana. Eppure, sono questi gli anni di amicizie profonde. Attorno alla coppia si stringe infatti un gruppo di persone capace di comprendere la rarità umana ed artistica dell’illustratore danese. Tra queste la giovane Jasmine Britton, responsabile delle Biblioteche scolastiche di Los Angeles, che si impegna affinché l’arte di Kay Nielsen arrivi negli spazi educativi della città. Nasce così l’attività dei murales per le scuole californiane: nella Central Junior High School Kay Nielsen rappresenta “The First Spring”, mentre nella Ralph Waldo Emerson Middle School dipinge “The Canticle of the Sun”. Sono lavori che impegnano l’artista molti anni e che gli permettono di sopravvivere, pur nelle difficoltà.

Kay Nielsen muore nel 1957, solo un anno dopo si spegne anche la moglie Ulla.



L’acciarino magico, Hans Andersen Fairy Tales

La meraviglia della prima volta

Negli anni Settanta gli amici americani cercano di richiamare l’attenzione sull’arte dimenticata dell’illustratore danese: organizzano mostre, scrivono testi, pubblicano le tavole inedite delle “Mille e una notte”, realizzate da Nielsen tra il 1918 e il 1922 per una traduzione danese mai uscita. Chiuse in una scatola di legno, le seducenti e sconosciute tavole, ispirate alle miniature persiane, vengono prese in consegna dagli amici Frederick Monhoff e Hildegarde Flanner Monhoff, come chiesto dalla moglie Ulla. Per la prima volta nel 1977 David Larkin e Ian e Betty Ballantine riescono a pubblicarle con il titolo “The Unknown Paintings of Kay Nielsen” (1977). Il mondo del collezionismo inizia a interessarsi a lui e scopre che è difficile trovare originali dei suoi lavori. Oggi sono passati quasi cento anni dagli ultimi successi editoriali: le edizioni di lusso di Hodder and Stoughton. Nel 2015 la casa editrice Taschen pubblica in inglese “East of the Sun and West of the Moon”, nel 2018 lo propone anche in italiano. Nel 2018 pubblica, in edizione limitata, le tavole delle Mille e una notte. A confermare la vitalità senza tempo delle illustrazioni di Kay Nielsen è il tributo del maestro Karl Lagerfeld in occasione dei novant’anni della maison Fendi. La sua collezione “Legends and Fairy Tales” è dedicata alle illustrazioni “A est del sole e a ovest della luna”. È il 2016.

Con la stessa meraviglia della prima volta riemerge all’improvviso l’arte di Kay Nielsen.

Sherazade, A Thousand and One Nights, pubblicata in The Unknown Paintings of Kay Nielsen, Pan Books Ltd, 1977; Taschen, 2018

Questo testo è stato pubblicato per la prima volta il 10 gennaio 2019 sulla rivista d’arte online Aracne all’interno della rubrica Meraviglie. Storie di illustrazione di Silvia Paccassoni


Testo di Silvia Paccassoni per Dorature. Storie di illustrazione

© riproduzione riservata


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