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Florence Kate Upton, illustratrice per mestiere

Nella Londra d’inizio secolo l'angloamericana Florence Kate Upton (New York, 1873 – Londra, 1922) è un'illustratrice di successo. Il suo primo libro per bambini, “The Adventures of two Dutch Dolls” uscito nel 1895, si rivela un caso editoriale da cui nasce la fortunata serie dedicata a Golliwogg. In pochi anni Florence riesce a trasformare il suo talento grafico in mestiere, tanto da raggiungere una solida stabilità economica. Ora può viaggiare, frequentare gli atelier dei maestri, perfezionare la pittura a olio e dipingere en plein air paesaggi e scorci di vita quotidiana.

Florence Kate Upton, The Vege-Men's Revenge, 1897, Longmans, Green and Co., Londra

Eppure oggi il nome di Florence Kate Upton è difficile da pronunciare: la sua produzione editoriale, sorprendente da un punto di vista artistico, porta con sé una memoria faticosa, indissolubilmente legata al tema del razzismo. Florence raggiunge il successo, infatti, con la creazione di Golliwogg, un pupazzo nero dai tratti visibilmente simili ai protagonisti dei minstrel show, spettacoli messi in scena per ridicolizzare gli afroamericani. Grotteschi, con le facce dipinte di nero, le labbra marcate di rosso e gli occhi cerchiati di bianco, gli attori si mostrano al pubblico, contribuendo ad alimentare la discriminazione nell’America e nell’Inghilterra dell’Otto e Novecento. Ripercorrere la storia di Golliwogg, attribuendo a Florence Kate Upton le oggettive responsabilità, permette al nostro sguardo di osservarne il lavoro, testimonianza non scontata nella storia dell’illustrazione.


Le avventure di Golliwogg

“The Adventures of two Dutch Dolls” è il libro di presentazione dei personaggi: le bambole Peggy Deutschland e Sarah Jane, fuoriuscite da una scatola di fiammiferi, Meg & Weg, la minuscola Medget e il galante Golliwogg.

Quando Golliwogg compare per la prima volta nel negozio di giocattoli, spaventa le protagoniste a causa dell’aspetto. In breve tempo, però, Golliwogg riesce a conquistare la scena, tanto da assumere il ruolo principale dal secondo libro in poi (1895-1909). Gentile, curioso, viaggiatore, Golliwogg coinvolge le compagne in improbabili imprese: spedizioni in paesi lontani con l'utilizzo dei mezzi di trasporto moderni. Quello che accade nelle storie è la naturale conseguenza delle folli scelte dei protagonisti. Non c’è morale alla fine dell'avventura, ma c’è una soluzione. Florence Kate Upton, a poco più di vent’anni, non ha probabilmente teorie educative sull’infanzia, conserva sicuramente ricordi della sua, vissuta insieme alle sorelle e al fratello minore, in una casa piena di arte, con una madre cantante e un padre appassionato di pittura.

Florence Kate Upton, The Adventures of Two Dutch Dolls and a Golliwogg, 1895, Longmans, Green and Co., Londra

Florence dipinge la storia su grandi fogli di carta. Libera lo spazio dalle architetture vittoriane e condensa il contenuto nei tagli prospettici e nel dinamismo dei personaggi. Le soluzioni compositive mostrano una cifra innovativa, fin dalla prima storia. La superficie neutra della pagina è il luogo adatto a un tratto veloce e incisivo, essenziale. Confrontando i tredici libri, si osserva un’evoluzione del segno, man mano meno rigido e più morbido, soprattutto nella definizione dei contorni eseguiti con l’inchiostro nero. Allo stesso tempo le figure acquisiscono slancio. L’utilizzo dell’acquerello sostiene il desiderio di leggerezza. I dettagli studiati contribuiscono alla resa di un racconto visivo accurato e sempre più rapido, leggibile anche senza le parole. Il testo scritto in rima viene composto dalla madre Bertha in base alla storia immaginata da Florence.

Florence Kate Upton, The Adventures of Two Dutch Dolls and a Golliwogg, 1895, Longmans, Green and Co., Londra

Nel 1896 esce “The Golliwogg’s Bycicle Club”. I sei personaggi compiono un lungo viaggio in bicicletta attorno al mondo: Parigi, Giappone, Arabia, Africa.

Florence Kate Upton, The Golliwogg’s Bycicle Club, 1896, Longmans, Green and Co., Londra

Il terzo libro “The Golliwogg at the Sea-Side” è del 1898, nel 1899 pubblica il quarto racconto dedicato alla guerra “The Golliwogg in War”. Nel 1900 è la volta di “The Golliwogg’s Polar Adventures”, la novità compositiva e coloristica, ricercata fin dall’inizio del percorso, trova il suo compimento. Lo spazio è dominato in ogni sua parte: le scene irrompono sulla pagina proprio come il tricheco uscito dal ghiaccio. I bianchi del paesaggio e delle pellicce hanno una nuova consistenza materica rispetto ai colori usati nelle precedenti illustrazioni. Del 1901 è “The Golliwogg’s Auto-Go-Cart” seguito da “The Golliwogg’s Airship” del 1902, dove Golliwogg interpreta un moderno Mercurio con il cappello alato alla guida della mongolfiera “The Skylighter”.


Florence Kate Upton, Golliwogg at the Sea-Side, 1898, Longmans, Green and Co., Londra

Florence Kate Upton, The Golliwogg’s Polar Adventures, 1900, Longmans, Green and Co., Londra

Nel 1903 pubblica “The Golliwogg’s Circus”, colorato, pieno, divertente, nel 1904 esce “The Golliwogg in Holland”. Gli ambienti sono raccontati con precisione, così come le abitudini e i costumi indossati dalle stesse bambole. Florence Kate Upton conosce molto bene l’Olanda; vi trascorre, infatti, lunghi periodi per dipingere en plein air insieme ai maestri di Egmond, un piccolo villaggio a nord scelto dai pittori americani per la bellezza della natura e della vita quotidiana.

Florence Kate Upton, The Golliwogg’s Airship, 1902, Longmans, Green and Co., Londra

“The Golliwog’s Fox-Hunt” del 1905 è uno scoppiettante susseguirsi di fughe e improvvise cadute. Il tema della giornata è la caccia alla volpe. Le soluzioni grafiche adottate permettono all’illustratrice di rendere l’incalzare della corsa e l’immediatezza dell’accadere degli eventi. L’abilità espressiva dell’artista lascia intendere prodezze e fallimenti dei diversi personaggi. Nel 1906 esce “The Golliwogg’s Desert Island”, l’anno successivo “The Golliwogg’s Christmas”, infine, nel 1909 si conclude la serie con “The Golliwogg’s African Jungle”.

Florence Kate Upton, The Golliwog’s Fox-Hunt, 1905, Longmans, Green and Co., Londra
Florence Kate Upton, The Golliwog’s Fox-Hunt, 1905, Longmans, Green and Co., Londra
Florence Kate Upton, The Golliwog’s Fox-Hunt, 1905, Longmans, Green and Co., Londra

La diffusione di uno stereotipo razzista

Nel 1907 il compositore Claude Debussy, nella suite per pianoforte “Children’s Corner” dedicata alla figlia Chouchou, intitola a Golliwogg un pezzo, “Golliwogg's Cakewalk”. La dedica a Golliwogg è testimonianza della raggiunta celebrità del personaggio. Dieci anni dopo, nel 1917, Florence, per sostenere la Croce Rossa, mette all’asta da Christie’s trecentocinquanta illustrazioni e i giochi appartenuti alla sua famiglia, Golliwogg e le bambole di legno. Con il ricavato riesce ad acquistare un'ambulanza da inviare in Francia sulla cui fiancata compare la scritta: "Florence Kate Upton and the Golliwoggs gave this ambulance". Il successo del personaggio interessa particolarmente il mercato dell'epoca, facilitato nell'uso dell'immagine dalla stessa autrice, la quale non si è preoccupata di registrare il marchio, perdendo di fatto il controllo sulla personalità.

Golliwogg compare sulle etichette delle marmellate Robertson, sulle carte delle gomme Black Jack, diventa gioco e gadget e assume sempre più l'aspetto caricaturale. La scrittrice Enid Blyton (1897-1968) si appropria addirittura di Golliwogg inserendolo nelle sue storie, “Here Comes Noddy Again” (1951), con il ruolo di ladro di professione. Nel processo di diffusione perde anche la correttezza del nome, diventando Golliwog con una sola g finale. Un errore di trasmissione o un modo per oltrepassare la questione dei diritti? C’è anche chi vede un più esplicito riferimento all'insulto "wog", utilizzato per denigrare le persone straniere, in particolare gli afrodiscendenti. A partire dagli anni Settanta Golliwogg viene messo in discussione e condannato dalle istituzioni educative angloamericane per il chiaro messaggio discriminatorio che porta con sé e che ha origine nella creazione del personaggio di Florence Kate Upton, ispirato a una bambola realmente posseduta dall'illustratrice e oggi conservata al Victoria and Albert Museum of Childhood di Londra.


Gli originali appartenuti a Florence Kate Upton si conservano al Victoria & Albert Museum of Childhood di Londra
Florence Kate Upton and the Golliwoggs gave this ambulance

Golliwogg, con la sua storia, è testimone dell'ampia presenza di stereotipi razzisti nella letteratura per bambini e ragazzi. La cultura americana studia da tempo questo fenomeno, cercando di illuminare le zone d'ombra e fornendo strumenti critici di lettura.

L'esperienza di Florence Kate Upton, recuperata da un punto di visto storico, può essere un interessante argomento di riflessione sulle abitudini visive, sulle aspettative del pubblico e del mercato editoriale, su un'idea di illustrazione come documento dei fatti sociali di un'epoca.

Florence Kate Upton, The Adventures of Two Dutch Dolls and a Golliwogg, 1895, Longmans, Green and Co., Londra

L'esperienza isolata di Poppy

Nel 1897 esce per per l’editore inglese Longmans, Green and Co. (London, New York and Bombay) “The Vege-Men’s Revenge”. È la storia di una vendetta: da una parte una banda di ortaggi, dall'altra una bambina sconsiderata di nome Poppy.

Le somiglianze narrative con “Le avventure di Alice nel paese delle meraviglie” sono evidenti: il sonno, il sogno, il precipitare dentro un tunnel scavato nella terra, gli accadimenti surreali, le creature antropomorfe, la paura, infine il risveglio.

Poppy si lascia trascinare con un banale inganno da Don Pomodoro e da Herr Carota nel sottosuolo, dove l’attende il re degli ortaggi, molto arrabbiato con gli umani, soprattutto per la trasformazione dei suoi simili in “french fry”.

Poppy deve pagare per tutte le sofferenze subite dagli ortaggi nelle cucine del mondo. Viene perciò sotterrata, innaffiata, raccolta, cucinata e mangiata durante una grande festa. Il finale vede Poppy risvegliarsi da un incubo, naturalmente.

Florence Kate Upton, The Vege-Men's Revenge, 1897, Longmans, Green and Co., Londra
Florence Kate Upton, The Vege-Men's Revenge, 1897, Longmans, Green and Co., Londra
Florence Kate Upton, The Vege-Men's Revenge, 1897, Longmans, Green and Co., Londra

Dal punto di vista artistico Florence Kate Upton continua a spostarsi verso qualcosa di molto vicino alla contemporaneità, abituata alla ricerca pittorica, allo studio del colore e della materia.

Florence Kate Upton, The Vege-Men's Revenge, 1897, Longmans, Green and Co., Londra

L’illustrazione della danza finale, "dancing whirlpool", è un vortice di colori, risultato di una mescolanza di materia in un dinamismo libero. Lo studioso e collezionista Santo Alligo, autore di importanti pubblicazioni per la storia dell’illustrazione, vede in questa tavola “una inconsueta, anticipatrice opera d’arte gestuale” e nota quanto sia incredibile il fatto che l'illustrazione sia stata pubblicata in un libro per bambini nel 1897. Il libro rimane un'esperienza isolata, forse il tentativo di intraprendere un nuovo percorso narrativo non andato a buon fine. L'anno dopo Florence torna a pubblicare le avventure di Golliwogg, dentro cui condensa il suo desiderio di cambiamento e sperimentazione, velocità ed esplosione. Florence conduce l’illustrazione in un territorio nuovo, al cui orizzonte si vedono movimenti di linee rapide e variazioni di leggerezza.


La vita

Florence nasce il 22 febbraio del 1873 a Flushing (Long Island, New York) da genitori inglesi, secondogenita di quattro figli: Ethelwyn (1871), Alice (1875), Harborough Desmond (1880).

Il padre Thomas lavora all’American Exchange National Bank e si diletta a dipingere, la madre Bertha Hudson è una cantante.

Vivono una vita felice in una casa dedita all’arte. Florence frequenta, insieme al padre, i corsi serali di pittura della National Academy of Design di New York.

All’improvviso però, l'11 giugno del 1889, Thomas muore e Bertha rimane sola a crescere i quattro figli. Nonostante il dolore, la famiglia dimostra di sapere progettare il futuro: la madre si impegna a dare lezioni di canto, mentre le due figlie maggiori, Ethelwyn e Florence, lasciano gli studi per il lavoro. Inizia in questo modo la carriera da illustratrice editoriale di Florence.

Dopo qualche anno di impegno e di probabili rinunce, la famiglia Upton può permettersi nuovamente di viaggiare. Nel 1893 ritornano, per la prima volta dopo la morte del padre, in Inghilterra, dove Florence rimane i successivi tre anni, lavorando ai libri illustrati. Rientrata a New York, si iscrive all’Art Sudents League. Ma è all’inizio del secolo, precisamente nel 1901, che compie il vero viaggio di formazione, trasferendosi per un lungo periodo a Parigi insieme alla famiglia. Il giovane Desmond viene accettato all’École des Beaux Arts per gli studi di architettura. Florence deve accontentarsi di un atelier privato, poiché in quanto donna non può partecipare liberamente alle lezioni dell’École. Per questo si iscrive all’Académie Colarossi e frequenta l’American Girls’ Art Club, dove può confrontarsi con altre artiste e discutere di arte. Intanto lavora con impegno, consapevole del sacrificio richiesto dalla pittura.

Dopo Parigi e un breve ritorno a Londra, Florence decide di soggiornare in Olanda. Qui, a nord, c’è un piccolo villaggio, Egmond aan den Hoef, ideale per dipingere en plein air, grazie alle distese di tulipani, agli affascinanti villaggi e ai costumi degli abitanti.

All’inizio degli anni Ottanta un gruppo di artisti americani ha formato una piccola colonia a Egmond. Il maestro è George Hitchcock (1850-1931), nome noto tra i pittori americani espatriati. Viene da Providence, ha una laurea in Legge all’Università di Harvard, una formazione all’Académie Julian di Parigi e ama dipingere figure di donne nei campi di tulipani, consegnando un’immagine luminosa e colorata dell’Olanda. Florence ne segue l’esempio, lavora en plein air, utilizza l’olio, dipinge interni ed esterni di case, si sofferma sui ritratti.

Nel giro di poco tempo diventa una ricercata ritrattista, sostenuta dalle amiche dell’alta borghesia angloamericana e invitata a esporre in importanti mostre internazionali, compresa la Royal Academy.

L’innata empatia di Florence la sostiene nella resa della condizione emotiva della persona ritratta, aspetto caratteristico della sua arte. Una sensibilità che diventa fragilità nell’affrontare la vita. La morte della madre avvenuta nel 1912 e i successivi eventi mondiali mettono a dura prova la sua precaria stabilità. Nonostante questo, continua a lavorare e a viaggiare grazie alla presenza solidale delle amiche. Il 16 ottobre del 1922 Florence Kate Upton muore nel suo studio di Londra.



Bibliografia

Norma S. Davis, Florence Kate Upton. Artist and Illustrator, The Scarecrow Press, Inc. Metuchen, N.J., & London, 1992

Santo Alligo, Pittori di carta. Libri illustrati tra Otto e Novecento, volume II, Little Nemo Editore, Torino, 2005


Siti consultati fino al 16 aprile 2020

Toronto Public Library

Project Gutenberg

Children's Digital Library

Victoria and Albert Museum of Childhood

Royal Academy of Arts

Approfondimenti sul tema Golliwogg stereotipo razzista:

The Golliwog Caricature

The Golliwog


Silvia Paccassoni per Dorature. Storie di illustrazione - 2020

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