• Facebook
  • Instagram
  • busta

Nicoletta Ceccoli alla 59 Biennale di Venezia

Nicoletta Ceccoli partecipa alla 59 Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia, ospite del padiglione della Repubblica di San Marino, sua terra natale.

Lo fa con tre opere realizzate per l’occasione: tre grandi tele accomunate da una dimensione blu, d’acqua e di cielo, abitate ognuna da una creatura in trasformazione.

Nicoletta Ceccoli, Rito di passaggio, Biennale di Venezia, 2022

Potrebbe farlo in realtà con la sua intera produzione, perché al centro dell’arte di Nicoletta Ceccoli c’è da sempre il tema della metamorfosi, dalle prime fiabe illustrate, come La foresta-radice-labirinto e Pinocchio, fino alla riflessione contemporanea sulle figure femminili.

La trasformazione è elemento fondante dell'arte di Nicoletta, ma lo è anche delle fiabe, è qualcosa di profondamente femminile e inafferrabile per forza e complessità.

Lo dichiara con chiarezza la curatrice della 59 Biennale di Venezia, Cecilia Alemani, che sceglie “The Milk of dreams”, il libro per bambini di Leonora Carrington, per attraversare il mondo dell’arte e dare inizio al viaggio. “L’artista surrealista descrive un mondo magico nel quale la vita viene costantemente reinventata attraverso il prisma dell’immaginazione e nel quale è concesso cambiare, trasformarsi, diventare altri da sé. La Mostra nasce dalle numerose conversazioni intercorse con molte artiste e artisti in questi ultimi mesi. Da questi dialoghi sono emerse con insistenza molte domande che evocano non solo questo preciso momento storico in cui la sopravvivenza stessa dell’umanità è minacciata, ma riassumono anche molte altre questioni che hanno dominato le scienze, le arti e i miti del nostro tempo".

Nicoletta Ceccoli interroga la sua creatività, partendo dalla riflessione estetica sulla metamorfosi e sui legami invisibili tra umano e animale, oscurità e luce, veglia e sonno.

La bambina medusa, protagonista di “Rito di passaggio”, si mostra nella sua leggerezza corporea, circondata da creature marine, forse nell’atto di ricevere il nuovo, come indicano le braccia accoglienti e la corona aureola.

Nicoletta Ceccoli, L'ora blu, Biennale di Venezia, 2022

“L’ora blu” sorprende la bambina nel momento in cui la sua veste si trasforma in acqua e si riempie di esseri floreali. Il suo sguardo sembra interrogare il fiore-stella apparso davanti a lei. Sullo sfondo solo un paesaggio di montagne e nuvole.

“Risveglio” lascia spazio alle farfalle, creature capaci di trasformazioni divine. C’è in questa opera il senso del doppio, dell’umano e del post-umano, del mistero e del dono. Le farfalle si appoggiano sul volto e sul corpo della bambina che le accoglie con naturalezza.

Nicoletta Ceccoli, Risveglio, Biennale di Venezia, 2022

Si immagina negli occhi di chi guarda l’attesa del compimento di qualcosa di sconosciuto, ma forse tutto è già avvenuto proprio nella coesistenza di dimensioni differenti, di acqua e di cielo, di terra e di sacro, nell’alleanza.

“Postumano metamorfico”, Palazzo Donà Dalle Rose - Fondamenta Nove, Cannaregio 5038, Venezia, dal 23 aprile al 27 Novembre 2022.


Qui potete leggere un testo dedicato al percorso artistico di Nicoletta Ceccoli: Poetica e simbolica, notturna e lunare, romantica: l'arte di Nicoletta Ceccoli


Silvia Paccassoni per Dorature. Storie di illustrazione - 2022