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Sàrmede, il paese dell'illustrazione


Le Immagini della Fantasia, mostra internazionale giunta alla 37esima edizione, propone, fino al 16 febbraio 2020, esposizioni, angoli di lettura, giardini letterari, riservando uno spazio speciale al suo creatore, il maestro Štěpán Zavřel (1932-1999).

Éric Puybaret, Con la testa fra le nuvole, EDT - Giralangolo, Torino, 2015

Mostra monografica di Éric Puybaret

Ospite d'onore è l’illustratore francese Éric Puybaret presente con 65 opere, testimonianza dell’intenso e raro percorso visivo iniziato nel 1999, a soli ventitré anni, con la prima pubblicazione e il premio Nuovi Orizzonti alla Bologna Children’s Book Fair. Un esordio decisamente promettente confermato dalla carriera internazionale e dalla pubblicazione di oltre 40 libri, tra questi ricordiamo La Bella Addormentata, Alice nel paese delle meraviglie (EDT, Giralangolo, 2016), Le leggendarie navi di Capitan Squid (Terre di Mezzo, 2017), Con la testa tra le nuvole (EDT, Giralangolo, 2015), Chicchi di case (Leonardo Publishing, 2008), Il grande libro dei mestieri (EDT, Giralangolo, 2014).

La mostra è un’occasione unica per il numero di opere riunite e per la ricchezza della narrazione sospesa tra la meraviglia del sogno e la leggerezza dell’aria.

Éric Puybaret, Con la testa fra le nuvole, EDT - Giralangolo, Torino, 2015

Mostra internazionale di illustrazione

Alla Casa della Fantasia sono stati chiamati 17 illustratori per riflettere sullo spazio come rappresentazione delle idee: Rebecca Luciani (Argentina), Alefes Silva (Colombia), Ola Niepsuj (Polonia), Didier Lévy, Marion Janin, Clotilde Perrin (Francia), Elena Odriozola e Dani Torrent (Spagna), Claudio Losghi, Daniela Iride Murgia, Sonia Maria Luce Possentini (Italia), Art Studio Agrafka (Ucraina), Jungho Lee (Corea del Sud), Susanne Janssen (Germania), David Alvarez (Messico).

Illustrazione di Alefes Silva

Mostra-ti-mostro

Un viaggio alla scoperta dell’inquietudine, del diverso e dello sconosciuto attraverso la conoscenza di figure terribili e affascinanti.

La sezione è composta dalle opere di nove artisti: il Bestiario verticale di Javier Sáez Castán (Spagna), le sculture di Sarah Tavana (Iran), il totem di Camilla Falsini (Italia), le incisioni invisibili di Michael Bardeggia (Italia), i Freak Animals di Jerome Corgier (Francia), la geometria metaforica in bianconero di Hyde & Seek di Jimin Kim (Corea del Sud), i colori soffusi del peloso e sorridente Igor di Francesca Dafne Vignaga (Italia) e l’opera Yéti della nota illustratrice Rébecca Dautremer (Francia).

Francesca Dafne Vignaga, Igor, Edizioni Corsare, Perugia

In esposizione una selezione delle opere realizzate dagli allievi della Scuola Internazionale d’Illustrazione di Sàrmede, nei due corsi dedicati coordinati da Gabriel Pacheco e Linda Wolfsgruber: Cristina Alaimo, Ricardo Amado, Silvia Baldisserotto, Laura Berni, Tiziana Burello, Susanna Cargnel, Giulia Cornaggia, Dora D’Inca, Stefania Gagliano, Antonella Iacopozzi, Elena Montanari, Maria Rita Faganello, Maria Orzes, Silvia Passarelli, Natasha Pereira, Federica Porro, Valentina Salvatico, Pier Luigi Sandano, Valeria Suria, Antonella Todescato.


Rébecca Dautremer, Yéti, testo di Taï-Marc Le Thanh, Rizzoli, Milano, 2017

A proposito di mostri

"Nel paese dei mostri selvaggi" di Maurice Sendak

"Vodnik. Il mostro del lago" di Štěpán Zavřel

Il percorso Mostra-ti-mostro si conclude con l'esposizione delle riproduzioni a stampa delle tavole di “Nel paese dei mostri selvaggi" di Maurice Sendak, commissionate dall’artista nel 1971 in edizione limitata e oggi provenienti dalla Fondazione di New York.

"Vodnik. Il mostro del lago" esce per la prima volta in Svizzera nel 1970 e nel 2019 viene ripubblicato in Italia dalla Bohem Press. Premiato nel 1971 in Spagna, il libro fa parte dei classici dedicati alle fiabe tradizionali europee. Il protagonista è un folletto verdastro, tipico del folklore boemo, che vive nelle acque di fiumi, stagni e laghi, dove conserva in ampolle sigillate le anime degli annegati.


Štěpán Zavřel, Vodnik. Il mostro del lago, Bohem Press Italia, Trieste, 2019

La foresta infinita

Štěpán Zavřel nasce a Praga nel 1932. Dopo la specializzazione in animazione alla Facoltà di Arti cinematografiche, fugge dal suo paese e riesce a raggiungere il campo profughi di Trieste. Si trasferisce quindi a Roma, poi a Monaco e a Londra, fino a quando ritorna in Italia e sceglie di vivere a Rugolo di Sàrmede. È l’estate del 1967. Il piccolo paese veneto diventa ben presto luogo di incontro di artisti provenienti da ogni parte del mondo con i quali il maestro organizza le prime esperienze della Mostra Internazionale d’Illustrazione per l’infanzia (1983), arrivata oggi alla 37 edizione. Qualche anno dopo costituisce la Scuola Internazionale di Illustrazione (1988) che continua a formare illustratrici e illustratori.

Proprio i suoi allievi, in occasione del ventennale della morte, hanno deciso di raccontare la loro esperienza in un libro “La foresta infinita” pubblicato da Anima Mundi Edizioni. Il volume è curato da Alberto Benevelli, Bimba Landmann e Loretta Serofilli (testi), Nicoletta Bertelle e Cristina Pieropan (immagini), con un saggio sull’artista a cura di Marina Tonzig.

Štěpán Zavřel ha illustrato nel corso della sua vita una trentina di opere, pubblicate in tutto il mondo in oltre 30 lingue.

Artista d’aria e di pietra

Per ricordare il maestro Štěpán Zavřel nel ventennale della scomparsa, la Fondazione a lui intitolata ha rinnovato lo spazio museale situato nel Municipio di Sàrmede.

Sessanta opere originali, una selezione di volumi da vari paesi, un’importante testimonianza video, un percorso concettuale accompagnato da nuovi contributi critici: la memoria del maestro diventa così occasione per ripensare al ruolo dell’artista, portandone alla luce gli aspetti di innovazione e contemporaneità.


Štěpán Zavřel, La città dei fiori, testo di Eveline Hasler, Bohem Press Italia, Trieste, 2009

“Štěpán Zavřel, artista d’aria e pietra, che guardava sempre al cielo come un antico pellegrino guidato dalle stelle, cercava e trasformava la roccia, lasciando le tracce di questo esodo dell’esistenza in ogni sua opera, facendovi trascorrere la sua fede”: questa la lettura dell’illustratore Gabriel Pacheco, curatore del nuovo spazio museale. Il museo diventa quindi il luogo in cui esplorare il mondo di Zavřel, “un piccolo percorso attraverso i suoi sedimenti, i suoi colori, i suoi materiali, le sue idee e i suoi sogni”.


L'illustrazione di copertina del post è di Éric Puybaret.

Per informazioni sulle attività in programma e sugli orari di apertura:

fondazionezavrel.it


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