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Il viaggio in bianco e nero di Ernest e Biancaneve

L'albo “Ernest e Biancaneve” è un viaggio in bianco e nero immaginato dalla matita di Alice Barberini sulle parole di Luca Tortolini e pubblicato dalla casa editrice Orecchio acerbo. Biancaneve, la piccola gatta nata su una nave da pesca in mezzo all'oceano Atlantico, ha deciso di raccontare la sua storia. "Ricordo poco dei primi giorni di vita: facevo quello che vedevo fare a mia madre; giocavo con le mie sorelle e i miei fratelli, mangiavo e dormivo".

La piccola Biancaneve recupera i ricordi, rivede il mare attorno a sé, i giochi e gli sguardi, poi l'improvvisa inaspettata separazione dalla famiglia e l'arrivo, dentro uno scatolone, sull'isola di Key West. Ad attenderla nella grande luminosa casa c'è Ernest con la sua macchina da scrivere. È proprio lui, lo scrittore Ernest Hemingway. La narrazione di Luca Tortolini mette in luce un lato intimo dell'autore, il suo amore per i gatti, di cui Biancaneve è testimone autentica. I discendenti di Biancaneve vivono ancora nella casa museo di Ernest Hemingway e sono riconoscibili perché polidattili come Biancaneve, le loro zampine hanno cioè sei dita, e non cinque, un particolare ritenuto da Ernest segno di buona fortuna.

La protagonista continua il racconto, ricordando le sue incursioni al porto della città, nella speranza di riconoscere i fratelli e di ritrovare Ernest di ritorno dai viaggi nella vecchia Europa.

Finalmente l’amico scrittore rientra con una sorpresa: l'intera famiglia di Biancaneve, un finale tanto sperato dalla piccola gatta.

Alice ascolta le parole di Biancaneve, cattura i silenzi e gli sguardi, rivela le emozioni. La sua matita indaga le relazioni, gli intrecci, i segni lasciati sulla superficie delle cose. L’alternarsi dei piani, vicino e lontano, dà alla narrazione visiva una doppia voce: quella dello spazio e quella di Biancaneve. Una luce bianchissima entra decisa dentro la scena e la illumina.

I luoghi di Alice trattengono la complessità delle storie attraverso una raffinata descrizione di sedimenti, tracce, dettagli. La sequenza delle immagini e delle inquadrature, inoltre, testimonia la sua passione per il cinema e per l’immagine in bianco e nero. La consultazione dell’archivio fotografico digitale del museo di Ernest Hemingway ha dato la possibilità all’illustratrice di immergersi nelle atmosfere originali della casa e di ricavarne una mappa di microstorie.

I racconti visivi di Alice sono il risultato di un lungo lavoro fatto di rispetto del tempo e del silenzio. Conoscitrice delle tecniche artistiche della grande pittura italiana, restauratrice di formazione, il suo segno ha una matrice antica.

Dalle pieghe delle tele rinascimentali alle pareti affrescate fino alle atmosfere novecentesche, il suo sguardo si muove nell’arte per arrivare alla realtà, una realtà però sognata che respira nella nebbia salmastra e nel suono del faro della sua amata città.

“Ernest e Biancaneve” si unisce ai raffinati albi di Alice Barberini pubblicati dalla casa editrice Orecchio acerbo a partire dal 2015: Il cane e la luna (2015), Hamelin (2017), In the tube (2020).


Silvia Paccassoni per Dorature. Storie di illustrazione - 2022