Marie Hall Ets, l'autrice americana di piccoli capolavori.
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Marie Hall Ets entra nel mondo dell’editoria per l’infanzia a quarant’anni, portando con sé una solida formazione artistica e una profonda esperienza umana. Due aspetti che, uniti al talento, le consentono di lasciare un segno significativo come autrice di picture book.

Marie Hall Ets (1895 – 1984) nasce a Greenfield nel Wisconsin, trascorre l’infanzia nei boschi, esplorando le rive dei laghi e andando a caccia di serpenti. All'educazione all'aperto affianca una naturale attitudine al disegno, sostenuta dagli studi.
Dal 1911 al 1912 frequenta i corsi di arte al Lawrence College di Appleton, successivamente approfondisce l’interior design alla New York School of Fine and Applied Arts (oggi Parsons School of Design).
A Chicago si iscrive all’Art Institute e ottiene, nel 1924, un dottorato di ricerca alla School of Civics and Philanthropy dell'Università di Chicago.
Lo studio dell’arte è accompagnato dall'impegno nel sociale: dal 1919 al 1929 lavora alla Chicago Commons Social Settlement House.
Tra il 1923 e il 1924 partecipa con la Croce Rossa Americana all’organizzazione di una clinica per la salute infantile a Pilsen, nell’attuale Repubblica Ceca.
Costretta ad abbandonare il lavoro per problemi di salute, inizia a studiare pedagogia dell'arte alla Columbia University di New York e finalmente trova la strada delle parole e delle figure.

L’esordio nell’editoria americana per l’infanzia è del 1935 con il picture book Mister Penny, un racconto divertente su Mister Penny e i suoi animali. Dal 1935 al 1974 realizza circa venti picture book, tra cui Nine Days to Christmas (1959), vincitore nel 1960 del Caldecott Award, e quattro Caldecott Honor Books: In the Forest (1944), Mr. T. W. Anthony Woo (1952), Play with Me (1955) e Just Me (1965).
Marie Hall Ets lavora con cura ai suoi libri, conduce ricerche scrupolose durante la preparazione e osserva con attenzione il mondo dell'infanzia. La tecnica maggiormente utilizzata dall'artista, il paper batik, contribuisce a creare uno stile semplice fatto di linee pulite e colori brillanti.


Play with Me
Nel 1955 Marie Hall Ets pubblica Play with Me, considerato un esempio perfetto di narrazione illustrata. Lo studioso americano Leonard S. Marcus lo inserisce nel suo "Pictured Worlds. Masterpieces of Children's Book Art by 101 Essential Illustrators".

"Play withe Me" racconta, in prima persona, l'esperienza vissuta dalla piccola protagonista nel prato vicino a casa. Mentre il sole è già alto e c'è ancora la rugiada sulle foglie, le piccole creature che abitano nelle vicinanze dello stagno si presentano una alla volta davanti alla bambina: la cavalletta, la rana, la tartaruga, lo scoiattolo, la ghiandaia, il coniglio, il serpente. Ma appena la bambina cerca di toccarle, per giocare insieme, se ne vanno: la cavalletta e la rana saltano via, la tartaruga si nasconde nell'acqua, lo scoiattolo e il coniglio fuggono, la ghiandaia prende il volo e il serpente scompare nel buco.

Rattristata, la piccola solitaria protagonista coglie un fiore, ne soffia via i semi e si siede su un sasso. Nella calma silenziosa dello stagno, le piccole creature del prato fanno ritorno, una dopo l'altra, e si avvicinano finalmente alla bambina che resta ferma in attesa di stringere amicizia, perché ha capito.

C'è un senso di magia nella narrazione: qualcosa di straordinario sta accadendo.
Sembra quasi un sogno: l'intimità dell'atmosfera ci accompagna pagina dopo pagina.
Pochi composti colori costruiscono il racconto: il giallo compone lo spazio, il tratto nero della grafite definisce i contorni, il bianco veste la bambina e il sole.
Nel frattempo le parole si sistemano in basso nella pagina e accolgono i pensieri della protagonista.
Nella prima parte della storia la bambina è ripresa in pose diverse, sempre in movimento - accovacciata, piegata, in ginocchio, di corsa - con espressioni che alternano sorpresa e delusione davanti alla manifestazione della natura. Le due pagine affiancate restano separate dal bordo bianco e raccontano episodi diversi.


Quando finalmente la bambina si calma e si siede in silenzio, le due pagine interrotte dal bordo bianco diventano una doppia pagina, dove il sole si sistema proprio nel mezzo.
Un'unica scena riunisce gli animali ritornati per giocare con la bambina. Intanto, in primo piano, compare anche una recinzione malandata. Al di là c'è il mondo di una bambina.
"Oh, now I was happy - as happy could be!
For All of them - ALL OF THEM - were playing with me".

Leonard S. Marcus in "Pictured Worlds" fa riferimento alla fortuna editoriale avuta da Marie Hall Ets in Giappone, dove i picture book dell'artista americana arrivano già nell'immediato secondo dopoguerra e si diffondono con la ripresa dell'economia. Secondo lo studioso diventano talmente conosciuti da influenzare l'illustrazione giapponese. Il riferimento è a Komako Sakai (Giappone, 1966), celebre autrice di "Akiko e il palloncino" (Babalibri).

Silvia Paccassoni
per Dorature. Storie di illustrazione - 2026





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