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Gli studi di Stepan Zavrel

La Mostra “Il sole ritrovato. L’illustrazione del secondo ’900 a Sarmede”, in corso alla Casa della Fantasia di Sarmede, si chiude con una piccola sezione dedicata agli studi di Stepan Zavrel, presentando alcuni lavori realizzati dall’artista in un arco temporale compreso tra gli anni Sessanta e i primi anni Ottanta: dalle architetture eseguite per il libro “Sie folgen dem Stern” agli studi di Venezia fino alle prove per gli ex libris.

In ogni caso ci troviamo di fronte a opere perlopiù non pubblicate - architetture, paesaggi, figure - i cui formati non sembrano rispondere alle grandi dimensioni a cui il maestro ci ha abituato, ma sono piuttosto carte dai tagli irregolari. La varietà di tecniche, a sua volta, documenta una libertà esecutiva data probabilmente dall’intimità del contesto.  

È interessante osservare come alcuni di questi studi contengano una delle matrici fondamentali della figurazione del maestro, la forma circolare, trasformata in arco o cupola, specchio d’acqua, vegetazione, astro luminoso.

È un gioco di linee flessuose, interrotte, chiuse, sciolte, come nelle illustrazioni individuate in mostra con i titoli “Il lago”, “Il volo di notte”, “Il canneto”.

Stepan Zavrel, Il canneto, studio

Anche le figure sembrano fare riferimento a una matrice arcaica, una linea di contorno sintetica e bidimensionale, come possiamo vedere nelle figure dei re magi e del re persiano.

La sezione “Gli studi di Stepan Zavrel” è da intendersi come un piccolo approfondimento, e spunto di riflessione, del più ampio percorso storico-artistico allestito nel Museo Stepan Zavrel. È un modo per entrare, in punta di piedi, negli spazi di sperimentazione e creazione dell’artista.

Stepan Zavrel, Il volo di notte, studio, serigrafia, 1974

Figlio di un sarto, Stepan Zavrel  nasce Praga la notte di Natale del 1932. Fin da bambino dimostra curiosità per le figure. L’iscrizione all’Accademia di Belle Arti dopo il liceo è quindi una scelta naturale, così come la collaborazione alla produzione di cartoni animati e al teatro delle marionette. Il giovane Stepan Zavrel  desidera studiare la storia della pittura e della scultura, ma la situazione politica del Paese non gli permette di affrontare l’arte liberamente. Per questo appena ha l’occasione fugge, rischiando la vita più volte prima di oltrepassare il confine. Nel 1959 raggiunge finalmente il campo profughi di Trieste, da inizia il suo viaggio alla scoperta dell’Italia e dell’Europa occidentale.

Arrivato a Roma inizia a frequentare i corsi di Pittura dell’Accademia di Belle Arti e a collaborare con lo studio d’animazione di Gianini e Luzzati. Dopo Roma, Štěpán Zavřel si trasferisce in Germania, dove prosegue gli studi in scenografia e costume teatrale alla Kunstakademie di Monaco, raggiunge quindi Londra, dove dal 1965 al 1968 lavora nella sezione film animato dello Studio Richard Williams.

Proprio nel 1968, rientrato in Italia, trova finalmente la sua dimensione definitiva a Rugolo di Sarmede. Qui acquista una casa di pietra situata in alto su una collina da dove si vedeva l’infinito. La sua presenza richiama amiche e amici provenienti da tutta Europa.

Negli anni che seguono Stepan Zavrel lavora senza sosta, pubblica libri illustrati, partecipa a mostre, dà vita insieme all’amico Otakar Bozejovsky von Rawenoff alla casa editrice Bohem Press.

Fonda nel 1983 la Mostra Internazionale d’Illustrazione e nel 1988 la Scuola Internazionale d’Illustrazione, diventando un punto di riferimento per l’illustrazione internazionale e per le giovani generazioni di artiste e artisti. La sua avventura umana termina a Sarmede il 25 febbraio 1999.


Questo testo è stato scritto per la mostra che ho curato:

"Il sole ritrovato. L'illustrazione del secondo '900 a Sarmede"

Casa della Fantasia, Sarmede, Treviso

28 giugno - 20 ottobre 2024


Foto di Serena Pea

Grafica di Stefano Savioli


Silvia Paccassoni per Dorature. Storie di illustrazione - 2024

© riproduzione riservata

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