Dorature è “il giardino che vorrei”, citando il celebre libro di Pia Pera (1956-2016), scrittrice di natura e paesaggio.

È l’avverarsi dei miei desideri, il compiersi quotidiano di un’avventura dall’orizzonte sempre mutevole che, per una sorta di fortuna, si trattiene dentro un solido muro di cinta.

Il giardino è un luogo di scoperta e di riflessione: la cura delle piante richiede impegno in un tempo determinato, costanza dei gesti, disciplina e attenzione, studio, rispetto e amore, e una certa grazia risoluta. E quando viene a mancare anche un solo elemento, il giardino lo mostra. A volte ti offre la seconda possibilità, altre è intransigente con l’errore.

Il mio giardino, quello reale, di terra e salmastro, ha ereditato invece una natura indomita e resistente, direi quasi anarchica, dovuta forse all’appartenenza geografica.

“Quanto alla bellezza: è qualcosa di inafferrabile, come un muto chiamarsi delle parti tra loro. In giardino, queste non restano mai le stesse. Più di qualsiasi altro luogo, il giardino è il regno dell’impermanenza - spiegava Pia Pera - Vi si applica la più deperibile delle arti. I semi germinano, le pianticelle maturano in alberi e cespugli. Proporzioni dapprima invisibili si svolgono poco a poco nel tempo. Non a tutti è dato intuire subito quale sarà il baricentro di un giardino”.

I semi di Dorature, fondamento di questo luogo, sono le relazioni umane. Mentre il giardiniere continua a prendersi cura della terra, pianticelle e cespugli fioriti iniziano a intravedersi. È passato solo un anno e sta per compiersi una nuova primavera.

Penso al ramo fiorito di passiflora addossato alla porticina d’ingresso del Giardino dei sogni, opera dell’illustratrice Maike Neuendorff (Carthusia Edizioni, 2020). Simbolo della passione di Cristo, quel fiore annuncia la rinascita. È il piccolo particolare di una storia raccontata con le immagini, senza le parole. A testimonianza che l’illustrazione ha la possibilità di salvare i dettagli rivelatori, rendendo visibile l’invisibile. (s.p.)

 

Rimini, 21 marzo 2020

©2020 Dorature di Silvia Paccassoni

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