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Il libro di tutte le guerre di Alessandro Sanna

Un capolavoro, un grande romanzo visivo: “Come questa pietra” di Alessandro Sanna. L’artista lo nomina “il libro di tutte le guerre” e lo fa iniziare con un grande rumore: una pietra rotola dalle montagne. Tutto sembra prendere avvio da qui: la storia dell’umanità segnata dalle lotte fratricide, dalla perdita di memoria, dalle ripetute distruzioni.



Un grande ciclo pittorico

Racconta le guerre Alessandro Sanna nel libro appena uscito per Rizzoli. Un libro senza parole scritte. Un silent book secondo la categoria in uso. In realtà “Come questa pietra” è un grande ciclo pittorico alla maniera antica diviso in temi - l’uomo, il fuoco, il mare, il cielo, l’infinito – e suddiviso in campiture, come fossero giornate di lavoro. Lo spazio è costituito a sua volta da sequenze orizzontali, da ripetuti quadrati, da strisce verticali e da immagini a tutta pagina. Nella scelta della composizione la narrazione si dispiega.

L’uomo

L’uomo nasce combattendo il proprio fratello, perdendo così per sempre la speranza. I guerrieri si ripetono tra vinti e vincitori, uguali nelle misure, simili nelle azioni; diventano cavalieri e abitano terra e cielo di questo mondo.


Il fuoco

È la volta del fuoco che squaderna una doppia pagina di pennellate accese, vien da pensare al rosso delle pitture medioevali che hanno perso la foglia d’oro, resistente ancora in qualche lacerto. Le stagioni della storia passano e gli uomini continuano a combattere con armi sempre più potenti: elmi e armature, scudi e spade. Guardandoli da lontano sembrano soldatini in un paesaggio di cartapesta. A cambiare la nostra prospettiva sono le mani che si inseriscono all’improvviso nella storia. Le mani di chi muove: di un burattinaio forse, di un antico sciamano, di un gigante? Sotto la loro forza precipitano in polvere i piccoli soldati.


Il mare

Nell’apertura della sezione dedicata al mare la grande presenza continua a lasciare cadere dalle mani cavalli e cavalieri come in un gioco. Poi ritorna la pietra. Occorre fare attenzione alle sue evoluzioni: ora diviene un’isola in mezzo al mare. Arrivano velieri, si combattono. Il libro si apre su una doppia pagina importante, un piccolo capolavoro dentro l’opera d’arte: i velieri vanno a fondo, si inabissano e il nostro sguardo è proprio lì a osservare la profondità capovolta. Lingue di fuoco e di sangue disegnano un magma in cui si perdono gli uomini, dei loro corpi rimane solo l’impronta. La natura intanto si abbatte violenta sull’umanità. Alla fine del mare c’è una donna di spalle che sembra osservare dei paesaggi, ai suoi piedi continua la guerra tra piccoli velieri e soldatini.


Il cielo

Quando si apre la sezione dedicata al cielo, la stessa donna sta spazzando via, tra i vetri rotti, quel che resta dei giochi di guerra. Dai frammenti nasce un ordigno terribile le cui punte assomigliano a quelle delle stelle. La storia precipita: tutti gli uomini sono in guerra per la prima volta. E la natura non è da meno. Li copre di ghiaccio e di vento, li travolge sotto la neve. Le armi ora sono anche nel cielo. Gli arei dall’alto distruggono le città, mentre sulla terra i treni portano a morire gli uomini. In una sequenza di quadrati ripetuti come immagini fotografiche riconosciamo la tragedia della seconda guerra mondiale. Tutto esplode.



L’infinito

L’infinito. Ma cosa significa infinito? Un tempo crudele, forse, che si ripete eternamente? L’infinito accoglie il nostro presente: la costruzione di muri, gli uomini in mezzo al mare, i bambini lasciati soli dietro la rete. Gli uomini sono nuovamente tutti in guerra.

E le parole del poeta Giuseppe Ungaretti (1888 - 1970) tornano a incidersi nella nostra memoria:


Sono una creatura

Come questa pietra

del S. Michele

così fredda

così dura

così prosciugata

così refrattaria

così totalmente

disanimata


Come questa pietra

è il mio pianto

che non si vede.


La morte

si sconta

vivendo.




L’arte

Di questa storia terribile che si abbatte su di noi senza possibilità di soluzione, ci sorprende la bellezza. Salvezza o consolazione? Rimane il mistero dell’arte.

Alessandro Sanna sposta i confini dell'illustrazione e fa sua la riflessione di Lele Luzzati sul mestiere dell'illustrare, il più antico del mondo iniziato con i graffiti e proseguito fino alle grandi imprese del Rinascimento (Lele Luzzati in "Confesso che mi diverto", 1985).

L’estetica dell’opera definisce il proprio linguaggio attraverso la pittura: c’è un ritmo compositivo anche nella pennellata che si distende e si arruffa; nel segno reiterato di cui avvertiamo il taglio profondo e sottile sulla carta; nel colore fatto d’acqua e di magma.

Le lance incise sulla superficie si moltiplicano in vortici fino a diventare funghi atomici, si incrociano in filo spinato e si infittiscono nelle reti di separazione tra odio e compassione.

I cieli sono distese di colore, di rossi e di bianchi, di grigi e di bruni, di blu solcati di stelle.

Ci sono evocazioni lontane: figure nere di memoria greca, battaglie leonardesche di cavalli e cavalieri, paesaggi quattrocenteschi a ricordare le parate di Benozzo Gozzoli, notturni alla Paolo Uccello, impasti di colore novecentesco fino ad arrivare al realismo del presente, quasi fosse una pittura giornalistica.

Il frastuono iniziale si è consumato nella storia, lasciando il silenzio stellato di un cielo trecentesco.


L'artista

“L’umanità, con tutte le sue guerre, abita questa libro, costretta a difendersi dalle forze che lo hanno creato, lo animano e lo opprimono – spiega Alessandro Sanna - Così, dall’alba dei tempi, le stelle incandescenti ci guardano indifferenti, nell’antica tormentata contesa per dominare tutto il nominabile. Eppure la Terra, vista da lontano, è una perla luminosa che sembra immutabile, come questa pietra”.




Biografia

Alessandro Sanna è nato a Nogara il 10 ottobre del 1975, vive a Mantova. Ha conseguito il diploma di maestro d'Arte all'Istituto di Castelmassa e il diploma di grafico pubblicitario all'Istituto Superiore di Graphic Design Palladio di Verona. Insegna all'Accademia di Belle Arti di Bologna. Svolge laboratori di disegno e pittura in Italia e all'estero. I suoi libri illustrati sono stati tradotti e pubblicati in tutto il mondo. Ha vinto tre premi Andersen: nel 2006 per "Hai mai visto Mondrian?", nel 2009 nella categoria 'migliore illustratore' e, nel 2014, per "Fiume lento".

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Breve bibliografia di riferimento

Hai mai visto Mondrian? - Artebambini Fiume lento. Un viaggio lungo il Po - Rizzoli Pinocchio prima di Pinocchio - Orecchio Acerbo Lettori. Variazioni sul tipo - Gallucci Essere o non essere Shakespeare. Esercizi di ginnastica visiva - Corraini Come questa pietra. Il libro di tutte le guerre - Rizzoli

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L'incontro

Alessandro Sanna sarà ospite del Festival Mare di Libri per parlare del libro "Come questa pietra".

Appuntamento: domenica 16 giugno 2019, ore 18.00, nella Sala del Giudizio del Museo di Rimini. Ore 19.30, Teatro Galli: l'artista firmerà le copie dei suoi libri.

©2020 Dorature di Silvia Paccassoni

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