Erté in mostra. Lo stile è tutto al Labirinto della Masone di Fontanellato
- 28 giu
- Tempo di lettura: 5 min
Aggiornamento: 30 giu
Molti anni fa, in una libreria antiquaria, ho avuto la fortuna di scoprire Erté. Un elegantissimo libro rilegato in seta nera, con titolo e fregi in oro sulla copertina, è stato l'inizio di un grande amore.
Avere in mano la monografia di Erté, pubblicata nel 1970 da Franco Maria Ricci, è stato come ricevere un seme da mettere a dimora.
Ho iniziato a esplorare il mondo visionario di questo artista del Novecento, scoprendo poco alla volta quanto nella sua opera arte e vita fossero inseparabili.
Per questo motivo visitare la mostra Erté. Lo stile è tutto, ospitata al Labirinto della Masone, ha avuto un significato particolare per me: è stato come tornare all'inizio, a quel libro trovato solo in apparenza per caso. Sappiamo invece che sono i libri a trovare noi.

Erté, dalla pronuncia delle iniziali del suo nome, Roman Tyrtov.
Illustratore delle più prestigiose riviste internazionali di moda nella Parigi degli anni Dieci e Venti, stilista, scenografo, ideatore di costumi teatrali e creatore di gioielli, Erté è una figura emblematica dell'Art Déco.
Nato a San Pietroburgo nel 1892 in una famiglia aristocratica, arriva giovanissimo a Parigi per inseguire il sogno dell'arte.
Dopo appena tre mesi all’Académie Julian, nel 1912, decide però di interrompere gli studi. Con i suoi disegni si presenta nel più celebre atelier di rue du Faubourg Saint-Honoré, alla ricerca di un impiego.
È la maison di Paul Poiret, il grande innovatore della moda parigina che ha rivoluzionato il gusto del primo Novecento. All’inizio del 1913 entra a far parte del suo atelier, disegnando abiti, giacche e cappelli. La sua conoscenza dell’Art Nouveau si accorda perfettamente con il gusto di Poiret, contribuendo a definire fin dagli esordi il suo linguaggio elegante e raffinato.
Cosmopolita, colto e appassionato conoscitore di culture e lingue, Erté trae ispirazione dalle persone che incontra: aristocratici, attori, produttori, editori, scrittori, galleristi e collezionisti. Il suo immaginario si nutre di questo ambiente internazionale.

Ma lo scoppio della Prima guerra mondiale, e la chiusura dell’atelier di Poiret, spingono Erté a rivolgere lo sguardo oltreoceano. Nel 1915 inizia la lunga collaborazione con Harper’s Bazaar, destinata a durare fino al 1937 e a dare vita a oltre duecento copertine. Grazie a questa collaborazione diventa uno dei volti più riconoscibili dell'Art Déco.
Al centro della sua produzione c'è sempre la figura femminile: danzatrice, divinità mitologica, principessa orientale, creatura marina o floreale, libellula. Il segno grafico, le campiture compatte di colore, il gusto per la simmetria e il decorativismo evocano una leggerezza sofisticata, dentro un immaginario di raffinata astrazione.

La mostra
La mostra al Labirinto della Masone di Fontanellato ci permette di fare esperienza del suo universo. Un senso di piacevole disorientamento, generato dallo stupore, ci accompagna per l'intero percorso. Le sale espositive, a cui si arriva dopo avere attraversato la collezione di Franco Maria Ricci, si aprono una dopo l'altra come scene teatrali.
L'allestimento ci invita, infatti, a oltrepassare la soglia della rappresentazione e a immergerci in un mondo di eleganza e meraviglia.
In mostra oltre 150 opere, tra cui disegni, bozzetti, pochoir, litografie, sono organizzate in sezioni tematiche: dai figurini al teatro e al Music Hall, fino alle importanti collaborazioni editoriali. Accanto alle 28 illustrazioni della collezione Franco Maria Ricci, sono esposti importanti prestiti provenienti da collezioni private italiane e internazionali e dal Victoria and Albert Museum di Londra.
Alla celebre serie dell'Alfabeto e dei Numeri è dedicato il finale della mostra, una chiusura con tutta la forza visionaria della poetica di Erté.



L'Alfabeto e i Numeri
La serie dell'Alfabeto e dei Numeri accompagna Erté per quarant'anni. Iniziata nel 1927, trova compimento soltanto nel 1967.
Di questo progetto parla ampiamente nei sui Ricordi:
Come per ognuna delle mie opere (anche il minimo disegno di costume e di accessorio) vedevo dentro di me il risultato definitivo in tutti i particolari. Non ho mai potuto cominciare un disegno, mettermi con la matita in mano davanti ad un foglio di carta bianca, senza avere prima sviluppato nello spirito l’idea che volevo fissare, e averla sviluppata in maniera minuziosa.
Le parole di Erté descrivono con precisione il suo metodo creativo e trovano una delle loro espressioni più compiute nella celebre serie dell’Alfabeto. Le ventisei lettere, dipinte a tempera con oro e argento metallico su carta, testimoniano la sua straordinaria capacità di sintesi e di astrazione grafica. Sebbene realizzata a partire dal 1927, la serie conserva ancora l’eleganza sinuosa dell’Art Nouveau: le lettere prendono forma dall’intreccio di corpi allungati e armoniosi, animati da pose e movimenti ispirati alla danza. Allo stesso tempo, però, emerge una nuova tensione verso la semplificazione geometrica e il rigore compositivo. La linea si fa più essenziale, il colore perde parte della sua ricchezza decorativa e il ricorso al nero conferisce alle figure una definizione più netta, esprimendo pienamente il linguaggio dell’Art Déco.

Erté e Franco Maria Ricci al Labirinto della Masone
Nel 1970 Franco Maria Ricci, ideatore e fondatore del Labirinto della Masone, dedica a Erté la prima grande monografia italiana, dove raccoglie anche le memorie dell'artista. In quell'occasione acquisisce alcune opere che entrano a far parte della sua collezione. La mostra si inserisce idealmente in questa storia di incontri e di passioni, rendendo omaggio non solo a Erté, ma anche alla visione di Franco Maria Ricci, che riconobbe nell'artista uno dei protagonisti assoluti dell'eleganza del Novecento e dell'Art Déco.
Ritrovare oggi le opere di Erté al Labirinto della Masone significa ritrovare il filo che lega Franco Maria Ricci all'artista. È anche per questo che la mostra non racconta soltanto Erté, ma il lungo dialogo tra un editore, un collezionista e uno degli interpreti più raffinati dell'Art Déco. Per me quel filo è iniziato molti anni fa tra i libri.


Testi di riferimento
Erté, testo di Roland Barthes, Franco Maria Ricci editore, novembre 1970
Erté. Lo stile è tutto, Valerio Terraroli, Alessandra Tiddia, catalogo mostra, Franco Maria Ricci editore, 2026
Mostra Erté. Lo stile è tutto
a cura di Valerio Terraroli
organizzazione di Elisa Rizzardi, Francesca Calathopoulos
allestimento di Maddalena Casalis
Labirinto della Masone, Fontanellato, Parma
28 marzo - 13 settembre 2026
Le fotografie dell'allestimento e le immagini delle opere sono state gentilmente concesse dall'ufficio stampa del Labirinto della Masone.
Silvia Paccassoni per Dorature. Storie di illustrazione - 2026





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